Avviso 01/2007: Chiarimenti

FAQ

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Chiarimenti per l’Avviso 01/07

 

1)   Il ‘Piano formativo a rete’ coinvolge Enti beneficiari che appartengono alla stessa Associazione nazionale. Vi rientrano anche le Congregazioni?

Per Associazioni si intende un insieme di soggetti/enti giuridici/comunità (enti beneficiari) legati tra loro da un vincolo associativo di rilievo nazionale. Pertanto sono comprese anche le Congregazioni.

Come indicato nell’Avviso, in un ‘Piano formativo a rete’ il numero massimo di Enti beneficiari che possono partecipare è di 50 unità.

 

2)   Un Piano Formativo su più settori in quale tipologia rientra?

In coerenza con il sistema di monitoraggio nazionale, un Piano formativo plurisettoriale/intersettoriale di portata multiregionale/nazionale rientra tra i ‘Piani formativi settoriali’.

Se il Piano formativo riguarda un unico territorio (Regione) rientra nei ‘Piani formativi territoriali’, a prescindere dal/i settrore/i coinvolto/i.

 

3)   Chi deve firmare l’Accordo tra le Parti Sociali, obbligatorio per la presentazione del Piano?

L’Accordo tra le Parti deve essere firmato da:

Parte datoriale.

Nel caso di Piano aziendale, la parte datoriale è la stessa azienda beneficiaria, che firma attraverso il proprio Rappresentante Legale o suo delegato. Nel caso di Piani a rete, settoriali e/o territoriali, la parte datoriale è l’Organizzazione datoriale firmataria del CCNL applicato, con riferimento al livello territoriale competente. Per i Piani formativi che coinvolgono più regioni, si fa riferimento al livello nazionale.

Parte sindacale.

Nel caso di Piano aziendale, la parte sindacale è la Rappresentanza sindacale in impresa RSU (Rappresentanza Sindacale Unitaria), ove esistente, o RSA (Rappresentanza Sindacale Aziendale) che firma l’accordo. In mancanza di RSA, l’Accordo deve essere sottoscritto da almeno una Organizzazione sindacale firmataria del CCNL applicato con riferimento al livello territoriale competente (solitamente provinciale).

Nel caso di Piani a rete, settoriali e/o territoriali, la parte sindacale è costituita da almeno una Organizzazione sindacale firmataria del CCNL applicato, con riferimento al livello territoriale competente.

Per i Piani formativi che coinvolgono più regioni, si fa riferimento al livello nazionale.

Inoltre, se la rappresentanza sindacale che sigla il Piano è parte delle Organizzazioni CGIL, CISL, UIL, il Soggetto attuatore deve richiedere la condivisione del Piano anche a quelle mancanti, con riferimento al livello territoriale competente. Per fare ciò va inviata raccomandata con avviso di ricevimento (contenente il documento di Accordo e la ‘Scheda di sintesi del Piano formativo’, di cui alla Sezione C.1 del Formulario di presentazione).

Tale parere deve pervenire per iscritto, anche via fax, entro 7 giorni solari dal ricevimento della lettera. Trascorso detto termine il Piano potrà comunque essere presentato. In caso di raccomandata, il Soggetto attuatore deve indicare nell’Accordo i riferimenti di ogni invio postale (n. e data della spedizione), allegando al Piano formativo presentato copia delle ricevute di invio.

 

4)   Se un Ente applica due Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro diversi (es. Scuola e Socio-Assistenziale) per i propri lavoratori deve richiedere l’Accordo sindacale alle sigle firmatarie dei due Contratti nazionali di Lavoro?

Sì, deve richiedere l’Accordo tra le Parti sociali con le sigle sindacali firmatarie dei CCNL considerati.

Nel Formulario al punto Comparto di riferimento oggetto del Piano formativo’ vanno barrati i comparti interessati. Nel caso di Piani formativi rivolti a lavoratori sia del settore Scuola che Socio-Assistenziale vanno barrate entrambe le caselle.

Lo stesso discorso vale nel caso di Piani formativi a rete, territoriali e settoriali che vedono coinvolti lavoratori, anche di Enti beneficiari differenti, ai quali sono applicati diversi CCNL, appartenenti a comparti differenti.

 

5)   I lavoratori religiosi possono partecipare alla formazione? Se si, il loro costo figurativo può contribuire al co-finanziamento privato?

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con risposta del 10/12/06 prot.n.125/2006 (scaricabile dal sito di Fonder) chiarisce che:

il personale religioso che opera nelle strutture religiose è considerato fruitore della formazione continua;

il costo figurativo dei lavoratori religiosi può essere riconosciuto solo ai fini del contributo privato (c.d. ‘co-finanziamento’), ove previsto, per lo svolgimento delle attività formative finanziate dal Fondo.

il costo figurativo ai fini del riconoscimento delle quote spettanti è riportato nel bilancio-rendiconto sotto la voce ‘Costo opportunità’.

Nel Manuale di gestione sono riportate le indicazioni di dettaglio relative ai ‘lavoratori religiosi in formazione’ ed al ‘personale religioso coinvolto nelle attività di Piano’.

 

6)   Qual è il costo massimo di un Piano Formativo?

Il costo del Piano formativo è dato dalla somma degli importi dei Progetti che lo compongono.

Il costo di ogni Progetto, al netto del co-finanziamento privato, è dato dal parametro euro in ora (max. 160 euro) moltiplicato per il numero di ore di attività formativa (max. 50 ore). Significa che l’importo massimo di finanziamento FondER per ogni Progetto è: 160 euro X 50 ore = 8.000 euro.

 

7) In allegato alla domanda di finanziamento, per il formato elettronico del formulario va inviato anche il CD ? 

No. All’allegato 1 citato nella domanda di presentazione va eliminata la dicitura ‘supporto informatico CD’, in quanto il formato elettronico del formulario verrà inviato in automatico dal sistema Fonderweb al momento del salvataggio definitivo del Piano formativo.
A conferma di tale invio elettronico nella stampa definitiva del formulario viene creata la ‘Sezione H_Report di invio on line piano formativo’, parte integrante del formulario stesso da inviare a Fonder in cartaceo nelle modalità indicate nell’Avviso.
 
 
 
8)    I costi sostenuti dal Soggetto attuatore per l’accreditamento dei corsi ai fini dei crediti formativi ECM (Educazione Continua in Medicina) sono riconoscibili per il Fondo?
 
Si. I costi sostenuti per l’accreditamento dei corsi con crediti ECM sono ammessi all’interno dei costi di progettazione dell’intervento, purchè nel rispetto dei parametri indicati nell’avviso e nel manuale di gestione. Il corso non può comunque risultare un costo per i partecipanti.
 
 9)  In caso di ATI/ATS o Consorzio che ruolo ha il capofila mandatario nei confronti del Fondo?
 
Premesso che il rapporto tra i soggetti aderenti all'Associazione non è configurabile come delega a terzi, il mandatario capofila dell’ATI/ATS o Consorzio tiene i rapporti con il Fondo sia in fase di presentazione che di gestione e rendicontazione dei Piani formativi. Pertanto, il Soggetto attuatore tramite il capofila:
 
-         presenta la Domanda di finanziamento del Piano formativo con la relativa documentazione allegata, compresa la Convenzione con il Fondo. Nel Piano presentato vanno specificate le responsabilità ed i compiti assegnati ad ogni singolo componente ed il relativo costo preventivato;
-         predispone ed invia la documentazione per la gestione amministrativa del Piano (p.e. richiesta di acconto, nota di debito, fideiussione, dichiarazioni di spesa trimestrale);
-         invia la documentazione di rendiconto relativamente al Piano formativo finanziato.
 
Il Soggetto attuatore è costituito dall’insieme degli associati/consorziati, ciascuno impegnato nella realizzazione di parte dell’attività e per le quote economiche definite, rappresentati dal mandatario sulla base dell’accordo istitutivo dell’Associazione o del Consorzio. 
I singoli componenti l'Associazione Temporanea operano a costi reali e sono assoggettati alla rendicontazione delle spese sostenute, tramite il mandatario (ATI o ATS), per le quote economiche di rispettiva competenza. Il Soggetto attuatore, attraverso il capofila, deve conservare copia conforme della documentazione delle spese rendicontate dai singoli componenti l’Associazione o il Consorzio.
 
Dell’ATI/ATS o Consorzio (costituita o costituenda) possono far parte Università, Enti di ricerca, Poli tecnologici, Enti pubblici e privati. In ogni caso, il mandatario/capofila dell’ATI/ATS deve essere un organismo di formazione con i requisiti richiesti nell’Avviso per le tipologie di attuatori.